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E-Waste: Cosa Sono? Perchè sono una minaccia per l’Ambiente?

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Siamo sempre alla ricerca delle ultime uscite in ambito tecnologico, ma cosa succede alle migliaia di apparecchiature elettroniche obsolete che dismettiamo ogni anno?
Gli e-waste, detti anche rifiuti elettronici, sono prodotti scartati ma che, potenzialmente, sono ancora funzionanti e possono essere collegati ad una qualsiasi presa elettrica per essere alimentati o per caricare la loro batteria. Tra questi possiamo includere gli smartphone, le radio, i computer portatili, i bollitori elettrici, le TV e i grandi elettrodomestici. Tuttavia, questi sono solo alcuni esempi del grandissimo e ricchissimo gruppo degli e-waste.

 

L’allarmante tasso di produzione degli e-waste

Nelle nostre case si stanno accumulando molti apparecchi elettronici datati e obsoleti. In media, infatti, ci sono circa 80 prodotti elettronici in ogni abitazione. Ciò che scartiamo finisce solitamente nel garage di casa, in mansarda o viene portato in discarica.
L’Università delle Nazioni Unite ha dichiarato di recente che i rifiuti elettronici sono cresciuti dell’8% in soli due anni; questa è considerata infatti la categoria di rifiuti che più è cresciuta rapidamente, doppiando persino la plastica. Nello studio viene specificato che, tra il 2014 e il 2016, sono state convogliate nelle discariche più di 43 tonnellate di e-waste. Se questo numero può fare una certa impressione, ecco una semplice comparazione. Queste 43 tonnellate di rifiuti elettronici corrispondono infatti in termini di peso a 4500 Torre Eiffel o a 9 piramidi di Giza. Di queste, solo 8,9 sono state raccolte e riciclate (circa il 20% del volume totale).
La tendenza segna un ulteriore aumento degli e-waste aumenta, con l’aggravante di un riciclaggio insufficiente. I ricercatori prevedono che la quantità di rifiuti elettronici aumenterà fino a 52,2 milioni di tonnellate entro il 2021.

Troppi rifiuti digitali e capacità di riciclo insufficienti: tutto questo non può che essere potenzialmente dannoso per la Terra. Per di più, un’alta percentuale di metalli preziosi (platino, oro e argento in primis), che viene impiegata per produrre le apparecchiature elettroniche come schede madri, smartphone e microchip, può essere ancora recuperata. Si stima infatti che ogni anno si possano salvare i materiali preziosi degli e-waste per il valore di circa 45 miliardi di euro.

Alcune componenti degli apparecchi elettronici sono dannose per l’ambiente; molto spesso, infatti, questi dispositivi contengono composti e sostanze pericolose come il cadmio, il mercurio, l’arsenico e il piombo. Questi elementi possono essere riutilizzati e riciclati, ma se abbandonati nelle discariche costituiscono un grave pericolo per l’ambiente e addirittura per la nostra salute: penetrando il sottosuolo possono infiltrarsi e giungere alle falde acquifere, contaminando non solo l’area circostante la discarica, ma le principali fonti di sostentamento di un intero territorio.

 

Il riciclo degli e-waste

Alcuni ritengono il fenomeno dei rifiuti elettronici una vera e propria pandemia, che richiede immediatamente attenzione. Tutti i dati e le statistiche sembrano supportare questa tesi. Ecco di seguito alcuni validi motivi per cui incentivare il riciclo delle nostre apparecchiature elettroniche:

  • un telefono riciclato permette di risparmiare energia per alimentare un pc per 40 ore
  • un milione di telefoni riciclati può permettere il riutilizzo di 16 tonnellate di rame, 15 kg di palladio, 350 kg di argento e circa 35 kg di oro. Oltre a questo, permetterebbero di risparmiare talmente tanta energia da alimentare 150 abitazioni per un anno.

Questi sono solo alcuni dei benefici da cui possiamo trarre vantaggi riciclando i rifiuti elettronici. Il riciclaggio responsabile può sembrare di difficile attuazione ma può salvare il nostro ambiente per le generazioni future.

Riciclo o riuso?

Ciascuna famiglia compra in media un nuovo smartphone ogni 1-2 anni. Quando lo fa, il vecchio telefono viene tenuto in casa inutilizzato o gettato.
Perchè, quindi, al posto che tenerlo in un luogo in cui rimarrebbe sicuramente inutilizzato non si è proattivi e si opera un suo riciclo convogliandolo negli appositi centri? Tutti questi dispositivi infatti possono essere donati o recapitati a centri o fatti pervenire a vari negozi di elettronica che ultimamente attivano delle campagne di raccolta.

 

Cosa succede al nostro vecchio telefono?

Le componenti interne di un telefono (batteria, metallo e plastica) sono così utili che possono essere riutilizzate per dar vita a prodotti completamente diversi e nuovi.
Per esempio, i metalli possono essere inviati in industrie come quella dell’automotive, dell’elettronica o appartenenti al settore orafo. Le plastiche, suddivise in diversi gruppi, possono essere riutilizzate in altri settori per produrre oggettistica di vario tipo, dagli imballaggi all’attrezzatura da giardino. Le batterie possono essere riciclate.
Il riciclaggio e, più in generale, il trattamento degli e-waste ci permette di ridurre significativamente l’impatto ambientale costituito dagli apparecchi tecnologici in disuso. Data la presenza sempre maggiore dell’elettronica nella nostra quotidianità, si rivela di estrema importante sensibilizzare tutti i cittadini ad un suo corretto utilizzo e, ancora di più, ad un suo smaltimento. Serve innanzitutto che le amministrazioni pubbliche e i vari enti mettano in atto dei veri e propri programmi di riciclaggio anche per questi e-waste, che sono, a tutti gli effetti, rifiuti di nuova generazione.

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